Il Castellaccio

La sede arcivescovile e il monastero vanno difesi adeguatamente, e così sulla sommità del monte Caputo probabilmente utilizzando un forte preesistente, nel XII secolo i normanni erigono il castello di San Benedetto, l’unico esempio nella Sicilia occidentale di monastero-fortezza.

Chiamata castellaccio, la fortezza è ben armata: la cinta muraria con le sue monofore ad arco ogivale protegge l’interno, organizzato come un monastero, un convalescenziario e una chiesa. Quattro grandi cisterne, tuttora funzionanti, raccoglievano l’acqua piovana. Il forte subì numerose devastazioni, specialmente ad opera delle milizie dei Chiara-monte, che si vendicarono così di alcuni frati che volevano affidarlo ai catalani, loro avversari.
Abbandonato nei secoli successivi, è stato restaurato nel 1898 dall’architetto Giuseppe Matricolo. Raggiungibile attraverso l’antico sentiero tortuoso, una mulattiera che sale a zig zag, il Castellaccio è oggi sede di un rifugio gestito dal Club Alpino Siciliano. Ospita alcuni posti letto ed una cucina rustica e si può visitare il sabato e la domenica.
Una visita merita anche l’acquedotto romano di Equino, sito a 170 metri sul livello del mare, lungo la strada per Altofonte.




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